Architetture a Roma
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Stazione Termini (1950)
Progetto: A. Vitellozzi, A. Pintorello, V. Fadigati, M. Castellazzi, L. Calini, E. Montuori

Il progetto per la "nuova" versione della stazione Termini iniziò nel 1939, solo che a causa della guerra e con l'avvento della guerra sul suolo italiano nel 1943, si prolungarono fino al 1950. Questo prevedeva la costruzione dell'avancorpo monumentale con un imponente porticato e del gigantesco atrio di 12000 mq.
La pensilina che copre l'atrio è ritenuta uno degli esempi più significativi del razionalismo italiano; è costituita da una successione di elemnti interamente in cemento armato che possiedono una forma sinuosa che l'ha fatta soprannominare il "dinosauro"; questa forma è massa ancor più in evidenza dalle vetrate che la chiudono fino a terra su tre lati.
L'edificio per gli uffici immediatamente dietro la pensilina contrasta con la morbidezza e la leggerezza di quest'ultima, in quanto essa propone forme squadrate e pienezza dei volumi; in questo è richiamata l'orizzontalità mediante le sottili finestre contigue.
L'accesso ai treni viene separato dalla struttura atriale mediante la "galleria gommata", una vera e propria strada interna alla stazione e collega via Marsala a via Giolitti; in questa l'anima commarciale della città si fonde dentro la stazione unendo le due.
La stazione è rivestita, sia internamente che esternamente, con i migliori tipi di marmi italiani. Anche le pensiline di arrivo e partenza dei treni, che si ripetono in maniera ritmica sono rivestite con marmi e mosaici.
La stazione è stata continuamente restaurata ed integrata con intervanti di molti designer affermati, come Atelier Mendini, M. de Lucchi, P. Cerri, P. Castiglioni; esempio di questa politica è stato il restauro dell'ala mazzoniana.
Nel 2000 è stato aperto nel sotterraneo del complesso il Forum Termini, un imponente centro commerciale di 14000 mq, che ancorpiù trasforma la stazione in un vero polo della città.

Indirizzo: Piazza dei Cinquecento (Circoscrizione 1)

Autore articolo: Flavio Martella

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