Architetture a Roma
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Palazzetto dello sport (1957)
Progetto: P. L. Nervi

Il progetto della struttura per le olimpiadi di Roma 1960 va ad ampliare un progetto definitivo già avviato dallo stesso Nervi insieme a Vitellozzi.
La costruzione prevedeva una grande cupola di 60 m sostenuta da pilastri, dove al di sotto vennero realizzate le gradinate e il campo di gioco; tra i pilastri e le gradinate invece furono costruiti gli spazi di servizio.
I pilastri sono in totale 36, e si presentano con una forma a Y; essi si dispongono tutt'intorno alla cupola, in maniera tangente, sostenendola. La spinta generata dai pilastri viene contrastata in fondazione da una serie di cavi presollecitati tessuti ogni sette pilastri, e inglobati nel cemento. L'intradosso della cupola presenta delle nervature incrociate; queste sono possibili solo grazie all'utilizzo del "sistema Nervi", che unisce la prefabbricazione strutturale all'uso del ferrocemento. Infatti vengono realizzati a terra 1164 tavelloni romboidali, che costituiscono la cupola; per costruirli delle stesse dimensioni si utilizzano delle sagome di mattoni, sulle quali vengono realizzati in ferrocemento i primi tavelloni ("nonne"); con le nonne si realizzano dei calchi ("mamme"), che andranno a creare lo stampo per altri tavelloni romboidali in ferrocemento uguali ai primi ("figlie").
I tavelloni sono di 5 tipi differenti; una volta realizzati, i tavelloni vengono posizionati al loro posto mediante un ponteggio leggero; tra di essi vengono posizionate le armature e viene eseguito il getto per consolidare tutta la struttura; dopodichè viene eseguito il getto di completamento. Sul bordo della cupola è presente uno smerlo che permette di scaricare le sollecitazioni sul pilastro.

Indirizzo: piazza Apollodoro 10 (Circoscrizione 2)

Autore articolo: Flavio Martella

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