Architetture a Roma
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Villini delle fate (1925)
Progetto: G. Coppedè

L'opera affaccia sulla piazza principale del quartiere interamente progettato da Coppedè stesso. Come già accennato nella descrizione dei palazzi degli Ambasciatori, l'elemento saliente di questa architettura è l'ornamento che caratterizza e rende unica la palazzina. Nei Villini la decorazione si arricchisce ulteriormente, facendo in particolar modo leva sull'impiego di tinte policrome sature. Nel prospetto rivolto sulla piazza trionfano scene della vita fiorentina durante l'epoca di Dante e Petrarca. La facciata su via Brenta invece è interamente dedicata a Venezia, in cui spicca la rappresentazione del duomo di San Marco. I dipinti, realizzati con tratti forti e contorni duramente sottolineati, richiamo la ben più antica tecnica del cloisonnè, con colori piatti, privi di chiaroscuro. L'effetto finale più che pittorico appare grafico. Di particolare interesse è l'orologio zodiacale disposto sotto la bifora che si trova nella torretta.
La qualità dei villini non è data esclusivamente dalle decorazioni pittoriche ma anche dalla dinamicità e dalla complessità spaziale delle piante e di conseguenza dei volumi. Architettura e decorazione si fondono dunque in un risultato che appare come un vero Unicum, non riconducibile a nessuna altra esperienza internazionale. Sulla facciata verso piazza Mincio appare il nome A. Rosa e la data 1954 vengono attribuiti al restauratore che potrebbe aver modificato e ampliato la struttura originale, copiandone anche lo stile decorativo.

Indirizzo: Piazza Mincio 3 (Circoscrizione 2)

Autore articolo: Flavio Martella

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