Architetture a Roma
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Villaggio olimpico (1960)
Progetto: V. Cafiero, A. Libera, A. Luccichenti, V. Monaco, L. Moretti

Il complesso edilizio è situato a Campo Parioli, in modo da essere sufficientemente vicino agli impianti sportivi del Foro Italico, ma anche da essere abbastanza centrali affinchè, una volta finite le olimpiadi, il complesso potesse essere riutilizzato come residenze per il ceto medio.
Il villaggio olimpico si divide in cinque lotti, ognuno dei quali ospita fabbricati contigui e con caratteristiche simili. Il progetto prevedeva trentacinque ettari di palazzine che variavano da due a cinque piani, immerse nel verde. Infatti sono stati piantati 8000 cespugli e 800 alberi ad alto fusto. Questo comporta un aumento della vivibilità ed un isolamento dal circostante, andando a creare una sorta di comunità collettiva diffusa.
Tutte le residenze sono collegate da elementi comuni: sono edifici su pilotis, hanno i marcapiani in cemento, le finestre a nastro sono verniciate di bianco, e i mattoni (disposti a cortina) possiedono una tonalità giallastra. Gli edifici sono stati collocati in maniera tale da lasciare libera la visuale sia verso la collina di Villa Glori che verso le sponde del Tevere.
E' il primo esempio romano di edilizia sovvenzionata in cui si è raggiunta una unità architettonica concettuale e formale, ed una coesione tra architettura e disposizione urbanistica.

Indirizzo: Viale XVII Olimpiade 20 (Circoscrizione 2)

Autore articolo: Flavio Martella

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