Architetture a Roma
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Moschea di Roma (1995)
Progetto: P. Portoghesi, S. Musawi

E' la moschea più grande d'Europa; presenta una superficie di 30000 mq. I due architetti,uno italiano l'altro iraniano, furono spinti a collaborare per fondere le due tradizioni costruttive tipiche dei loro paesi. Infatti vengono unite le conformazioni di culto arabo a quelle tipiche romane come il barocco (Portoghesi è un esperto del barocco romano e di Borromini).
Caratteristica della cultura islamica è la sala a forma di prisma quadrato con la copertura sorretta da pilastri; italiani invece sono il colore dei mattoni delle facciate (giallo paglierino), il travertino e il peperino usati per le cornici delle finestre, e il piombo usato per realizzare la copertura.
Lateralmente rispetto all'ingresso sono presenti due scalinate che portano a dei soppalchi usati come matronei (spazi riservati alla preghiera delle donne). Tutto il complesso si basa sul connubio di due elementi geometrici simbolici: il quadrato e il cerchio. Il primo rappresenta la Terra e i suoi punti cardinali (indicato dagli spigoli), il secondo simboleggia il cielo e il divino. Inoltre la moschea è immersa nel verde, che gli islamici interpretano come il principio della vita. Infatti anche i pilastri possiedono una forma a calice che ricorda fortemente una foresta.
Per lo studio della luce gli architetti si basano sul XXIV capitolo del Corano, in cui viene descritta l'importanza della luce nella sala di preghiera. Infatti ogni elemento architettonico viene smaterializzato e alleggerito.

Indirizzo: Viale della Moschea 1 (Circoscrizione 2)

Autore articolo: Flavio Martella

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